Com'è cominciata
La mia passione per i viaggi nacque quando avevo circa dodici anni e la mia mamma mi scarrozzò con una Renault 4 bianca in giro per gli anfratti più reconditi della Sardegna.
Forse ero già un ragazzo curioso di natura, forse mi hanno educato alla curiosità, fatto sta che quel viaggio in luoghi così meravigliosamente diversi da quelli che ero abituato a vedere segnò un punto di svolta nella mia vita, indicandomi chiaramente una passione da coltivare.
Perché questa guida
Anni dopo mi imbatto in un post su Instagram: il percorso che il data scientist Randy Olson aveva calcolato nel 2016, per i cento anni del National Park Service, per unire in un solo giro su strada i parchi nazionali degli Stati Uniti continentali. Circa 23.300 chilometri, trovati con il «problema del commesso viaggiatore»: dato un insieme di città, trovare il giro più corto che le tocca tutte una sola volta e torna al punto di partenza.
Quel nome mi ha riportato alle lezioni di Ricerca Operativa al Politecnico, una parte dello studio che avevo amato molto. E alle feste di Natale passate con un amico a consegnare stelle di Natale per un fioraio, in giro per Verona e provincia: eravamo pagati in base alla distanza, e più il giro era ottimizzato, più guadagnavamo.
Poi la scoperta: una guida che proponga un itinerario per visitare tutti i parchi nazionali degli Stati Uniti continentali in un solo viaggio non l'ho trovata. Chi ci prova di solito divide l'impresa in più viaggi, per grandi aree. E intanto i parchi sono diventati 51, 63 contando Alaska, Hawaii, Samoa e Isole Vergini.
Da una domanda, se qualcuno avesse mai tentato di visitarli tutti in un solo viaggio, è nato Great Wild Journey.
I viaggi che hanno portato qui
Da quella Renault 4 a oggi, i posti che mi hanno insegnato a viaggiare.
La collana
Due righe sulla collana di cui questa guida è il primo volume, con il link alla pagina della collana.
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